Il fattore vitaminico
Martedì, 06 Giugno 2017

Il fattore vitaminico

Il dottor Patrick Holford, grande esperto in campo integrazione alimentare, parla spesso nelle sue ricerche di “fattore vitaminico”.
In sostanza, si tratta di aiutare l’organismo a ritrovare la sua forma migliore, fornendogli tutti quegli strumenti che Madre Natura aveva messo a nostra disposizione ma che, purtroppo, si sono persi per la strada: vitamine e oligoelementi.
 
A causa del progresso e dei processi tecnologici che esso ha portato con sé, si sono irrimediabilmente o quasi perdute le caratteristiche bromatologiche degli alimenti che consumiamo, ovvero quelle qualità intrinseche che dovrebbero aiutarci a far funzionare meglio il nostro corpo. Così, una mela dovrebbe contenere determinate vitamine in determinate quantità, ma oggi non è più così. Frutta e verdura in genere dovrebbero garantirci la dose quotidiana di vitamine e sali minerali ma ciò non accade. Pertanto, pur consumando frutta e verdura, può succedere (anzi, di fatto, succede), che il nostro organismo si trovi in un preoccupante livello di carenza nutrizionale.

I responsabili di questo progressivo e irreversibile impoverimento di sostanze vitali in ciò che mangiamo sono molteplici: l’uso di concimi chimici e pesticidi, tanto per cominciare, ha progressivamente privato il terreno delle sostanze che dovrebbero poi “passare” al frutto o alla verdura. Poi, ci sono le coltivazioni intensive, dovute al fatto che nei paesi benestanti dell’Occidente si mangia almeno il doppio di quello che sarebbe effettivamente necessario; le serre (per l’assurda mania di mangiare i pomodori d’inverno o le ciliegie a Natale); le sofisticazioni alimentari e via discorrendo.

Ci sono poi altre considerazioni da fare: le vitamine, ad esempio, sono fotosensibili e termolabili, ovvero tendono a “scomparire” dai cibi quando questi vengono lavati, tagliati, conservati in frigorifero senza le adeguate protezioni, cucinati. Insomma, è davvero impossibile riuscire a preservare intatte le caratteristiche bromatologiche di un alimento, già impoverito in partenza a causa dei procedimenti di coltura e raffinazione dei cibi di cui si diceva sopra. Un’altra questione è quella della sinergia fra vitamine e oligoelementi, che spesso rendono al massimo solo se utilizzati, appunto, in sinergia con altri elementi. Anche questo costituisce una condizione ostativa a una corretta nutrizione, poiché la vita di tutti i giorni ci impedisce, di fatto, di realizzare quel corretto mix di micronutrienti che dovrebbe essere, invece, alla base della nostra alimentazione.

Per finire, tutte le vitamine, a eccezione della vitamina D (che viene prodotta grazie all’esposizione del nostro corpo ai raggi solari), e gli oligoelementi non sono sintetizzati dal nostro organismo e devono essere necessariamente introdotti con l’alimentazione.
Dice il dottor Holford: “per un metabolismo regolare e un efficace controllo del peso sono necessari 22 tra vitamine e minerali. Sebbene il fabbisogno possa variare da persona a persona, quelli indispensabili al miglioramento del metabolismo e alla decomposizione dei grassi sono 10: si tratta delle vitamine B1, B2, B3, dell’acido pantotecnico, della vitamina B6, della vitamina C, della colina e dell’inositolo; inoltre, servono cromo e zinco”.

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